Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
lunedì, gennaio 31, 2005
Breve saggio sul sonno
O soft embalmer of the still midnight,
Shutting, with careful fingers and benign,
Our gloom-pleas'd eyes, embower'd from the light,
Enshaded in forgetfulness divine:
O soothest Sleep! if so it please thee, close
In midst of this thine hymn my willing eyes,
Or wait the "Amen," ere thy poppy throws
Around my bed its lulling charities.
Then save me, or the passed day will shine
Upon my pillow, breeding many woes,--
Save me from curious Conscience, that still lords
Its strength for darkness, burrowing like a mole;
Turn the key deftly in the oiled wards,
And seal the hushed Casket of my Soul.
Al sonno
O soave balsamo della quieta mezzanotte,
Che chiudi con attente e benevole dita
I nostri occhi contenti del buio, protetti dalla luce,
Avvolti d'ombra in divina dimenticanza:
O dolcissimo sonno! Se così ti piace, chiudi
A metà di questo tuo inno i miei occhi vogliosi,
O aspetta l' "Amen", prima che il tuo papavero
Attorno al mio letto spanda la carità del suo dondolare.
Poi salvami, o il giorno trascorso brillerà
Ancora sul mio cuscino, riproducendo molte pene --
Salvami dalla curiosa coscienza, che ancora domina
Con la sua forza nell'oscurità, scavando come una talpa;
Gira abilmente la chiave nella toppa oliata,
E sigilla lo scrigno muto del mio cuore.
John Keats (1795-1821)
L'esatta natura del sonno è tutt'ora un mistero per
la scienza.
Fenomeno biologico comune a tutti i vertebrati
superiori, e ad ogni organismo dotato di un sistema nervoso centrale,
consiste in un apparente perdita della coscienza ed è caratterizzato da
un'estrema riduzione dell'attività motoria.
Durante il sonno sembrano sospesi i normali
collegamenti tra il cervello ed i sensi, mentre si mantengono tutte le
attività fisiologiche fondamentali: il respiro si fa regolare, il
battito cardiaco normalmente rallenta il suo ritmo, i muscoli si
rilassano.
L'alternanza sonno-veglia, nell'uomo e in quasi
tutti gli altri animali, è regolata dai cosiddetti ritmi circadiani. Da
un punto di vista neurologico, si è notato che se viene in qualche modo
danneggiata la circonvoluzione di Bocca, nel lobo frontale del
cervello, il soggetto avrà difficoltà a prendere sonno o ne sarà del
tutto impossibilitato. La formazione reticolare ascendente, nel
mesencefalo, sembra sia invece preposta al risveglio.
Si può affermare con una certa sicurezza che il
sonno non è semplicemente un periodo di inattività e di riposo: è un
fenomeno complesso, durante il quale si passa a uno stato alterato di
coscienza caratterizzato da varie fasi, alcune delle quali di intensa
attività psichica. È come se il cervello approfittasse della momentanea
sospensione degli input sensoriali per riorganizzare le informazioni e
gli stimoli ricevuti durante la fase di veglia.
Studi effettuati a partire dagli anni '50, mediante
monitoraggio di volontari (perlopiù studenti universitari) mediante
elettroencefaloframma (EEG) durante il sonno, hanno individuato due
fasi principali: il cosiddetto sonno rapido, detto anche
desincronizzato o sonno R.E.M. (acronimo inglese per Rapid Eye
Movement, rapidi movimenti oculari che caratterizzano questa fase) e il
sonno lento, o sincronizzato, definito per semplicità non-REM
Nelle persone anziane e nella fase immediatamente precedente l'addormentamento a subito dopo il risveglio possono verificarsi le cosiddetta allucinazioni ipnagogiche: in una fase intermedia tra sonno e veglia si può credere di ascoltare suoni o voci inesistenti o vedere persone o cose non presenti.
Se si riveglia una persona durante la fase REM quasi sempre si darà luogo al racconto di un sogno, mentre è raro che questo avvenga se il risveglio avviene durante la fase di sonno sincronizzato.
Il sonno è un fenomeno affascinante, e nel corso dei secoli ha variamente ispirato poeti e scrittori, e nell'antichità ha dato vita a molti miti e leggende.
Particolarmente interessanti, tra quelle del Novecento, sono le produzioni letterarie di Edgar Allan Poe e di Howard Phillps Lovecraft, e dei tanti che si sono a loro ispirati.
Nè si possono ignorare, tra gli scritti più recenti, quelli di Carlos Castaneda, antropologo di origine peruviana, che diventò un autore di culto negli anni '70 col saggio ricavato dalla sua tesi di laurea all'UCLA, "Teachings of Don Juan: a Yaqui way to knowledge" e che sviluppò nei nove libri successivi, e in particolare in "The Art of Dreaming / El Arte De Ensoñar", pubblicato nel 1989, la descrizione di un sistema cognitivo completamente differente dal nostro, sviluppato da sciamani dell'antico Messico il cui lignaggio risaliva sino ai Toltechi, basato tra le altre cose sulla capacità di proiettare nel sogno la propria coscienza fino a sviluppare un "doppio" in grado di compiere azioni inimmaginabili per il senso comune, senza l'ausilio di sostanza psicotrope .
La scelta dell'argomento non è casuale: se volete leggere molte altre cose riguardo il sonno, vi consiglio il primo numero di sacripante! online da oggi
Gilgamesh
Update: MassimoSDC ha realizzato un banner che penso inserirò nei post relativi a questa rivista, che si occuperà di scritture in metamorfosi. Nel template invece il più discreto antipixel :o)
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venerdì, gennaio 21, 2005
Viterbium
erguidas en las torres y palacios.
Voces de lo que fué se escuchan todavìa
por las calles, las plazas y las fuentes.
Ciudad del nombre extraño y los colores graves,
de los potentes, vigorosos hombres,
aùn suenas en el viento
como un verso de Dante
y se oye entre el clamor de las espadas,
de las cruces, la sangre y las campanas,
aquél grito del pueblo contra la tiranìa.
La libertad abierta entre las manos,
lejano de la patria,
un poeta de España te saluda.
Rafaél Alberti (1902-1999)
Qui tutto è vivo. Cantano le pietre
erette sulle torri e sui palazzi.
Voce di quel che fu s'ascolta ancora
per le strade, le piazze e le fontane.
Città dal nome strano e dai colori gravi,
dalle spalle possenti e vigorose:
suoni ancora nel vento
come un verso di Dante,
e s'ode tra il clamore delle spade,
delle croci, del sangue e le campane
quel grido del tuo popolo contro la tirannia.
La libertà aperta fra le mani,
lontano dalla patria,
un poeta di Spagna ti saluta.
Poeta spagnolo, antifranchista, Rafaél Alberti Merello nel 1940 dovette emigrare in Argentina e, nel 1963, si stabilì a Roma. Fu uno dei principali esponenti della Generazione del '27; la sua poesia accolse temi politici e sociali. Tra i suoi scritti: Marinaio a terra (1924), Sugli angeli (1929), Il poeta nella strada (1935), Poemi scenici (1962).
Gilgamesh
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