Gilgamesh - Sha Nagba Imuru

Poteri magici e taumaturgici dei pensieri e delle parole.

sabato, aprile 16, 2005

Je l'ai perdu lui que j'adorais 


Questa poesia è stata scritta in ricordo di Zohuair Yahyaoui, giovane dissidente ucciso dal regime del suo paese. Reo di aver pubblicato, col nickname di Ettounsi, una lettera scritta da suo zio Mokthar, magistrato, critica verso il regime, sul sito satirico Tunezine.com, da lui costruito nei ritagli di tempo del suo lavoro in un Internet Cafè.

Quello stesso Internet Cafè dal quale, il 4 Giugno 2002, è stato prelevato senza una spiegazione da due poliziotti, picchiato fino a fargli sputare le password d'amministrazione del sito, cancellato subito dopo, e internato nel carcere di Borj el Roumi, in condizioni disumane, dove trascorrerà 18 mesi, condannato per "diffusione di false notizie" e "furto di connessione internet al suo datore di lavoro". Rilasciato infine nel novembre 2003, dopo che per lui si era mosso anche il Parlamento Europeo, è morto il 13 marzo di quest'anno, la salute a pezzi, a soli 37 anni.

Sono venuto a conoscenza di questa vicenda grazie a un articolo di Walter Molino su Linus. Dal sito, rinato grazie all'impegno degli amici di Zohuair e ora ospitato su un server estero, ho tratto il testo della poesia e la foto. Spero la traduzione renda giustizia. In tutti i sensi.



Mon pays je l'ai rêvé,
dites-moi si vous le rencontrez
Je l'ai perdu lui que j'adorais
Si vous le trouvez dites-leur que j'en ai le cœur serré

Nos parents étaient fiers, l'avenir, ils pensaient préparer
On avait des belles histoires et d'autres qui de peur nous faisaient vibrer
Le visiteur de la nuit était toujours honoré

Un jour notre destin vers le noir a viré
Dans une autre ère nous sommes entrés
Les visiteurs d’aujourd’hui nous font pleurer

On ne raconte plus, on chuchote ce que rapportent les torturés
Les descentes de police à tout moment de la soirée
Les enfants par la peur sont dévorés

Une mise en scène par des médias au pas est orchestrée
Une violence qui s’acharne sur nos âmes pour les défigurer
Mon peuple lève-toi pour déloger le dictateur au visage marbré

Hached El Karama
22-03-2005

Zouhair Yahyaoui



Ho sognato il mio paese,
Ditemi se l'incontrate
Ho perduto colui che adoravo
Se lo trovate ditegli che ne ho avuto stretto il cuore

I nostri genitori erano fieri, il futuro pensavan di preparare
Avevan storie belle ed altre che di timore ci facevan vibrare
L'ospite della notte era sempre onorato

Un giorno il nostro destino verso il nero è virato
In un'altra era siamo entrati
Gli ospiti d'oggi ci fan piangere

Non si racconta più, si sussurra ciò che riportano i torturati
Le operazioni di polizia in qualsiasi momento della sera
I bambini son divorati dalla paura

Una messa in scena con i mass media al passo è orchestrata
Una violenza che s'accanisce sulle nostre anime per sfigurarle
Popolo mio levati per scacciare il dittatore dal viso di marmo

Hached El Karama
22 Marzo 2005

Gilgamesh

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mercoledì, aprile 06, 2005

In morte di Saul Bellow 


Un nome antico da re,
e un patronimico
ch'era un grido potente.
Era capace di dar voce
ad ogni fluttuante
pensiero dei suoi personaggi,
d'evocare in tutta
la sua corposità
la realtà materiale,
di farsi interprete
dei mutamenti di un secolo.
E a più d'ottant'anni
diventare padre
con la quarta moglie,
ridendo al vento
e bevendo ancora la vita
come il violinista Jones.

Saul Bellow

"In un'epoca di pazzia"
diceva "credersene immuni
ne è una forma".
E ancora, la più bella
"Un uomo asserì:
- D'ora in avanti
dirò solo la verità. -
Ma la verità
lo ascoltò
e scappò
e si nascose
prima ch'egli
avesse finito
di parlare."

Lachine, Quebec - 1915
Brookline, Massachusetts - 2005


Gilgamesh

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sabato, aprile 02, 2005

BlogRodeo Sumero 


 Il prossimo lunedì 4 Aprile i più ardimentosi avranno l’occasione di cavalcare, in luogo dell’usuale Toro, un Uro selvaggio.

Bos Primigenius

Animale quasi mitico, ultimo superstite di un’epoca al confine tra storia e preistoria, quando nelle steppe e nelle grandi pianure tra Europa e Vicino Oriente ancora si potevano incontrare branchi di leoni, cavalli in miniatura, orsi delle caverne e mandrie immense di bovini oggi estinti.

Per chi vorrà cimentarsi, l’orario previsto sarebbe da mezzodì alle cinque pomeridiane, ovvero dalle 12.00 alle 17.00 circa.

Qui: http://www.blogrodeo.org

La formula sarà quella più classica e collaudata: verrà proposta una frase alla quale ispirarsi, da usare come incipit o come epilogo, o semplicemente da inserire, anche parafrasata, nel testo.

Indicativamente, la lunghezza dovrebbe essere tra i 500 e i 2500 caratteri, ma non ci sono in realtà vere limitazioni alla brevità o alla lunghezza del testo, entro limiti ragionevoli.

La valutazione, a Rodeo concluso, spetterà agli stessi partecipanti, o anche a chi non ha partecipato, motivando per quanto possibile la propria preferenza e con l’unica ovvia esclusione del voto a se stessi, per un massimo di tre nomi a votante.

Intanto, buon fine settimana, e possano le profezie sorridervi :o)

Gilgamesh

Inviato da gilgamesh alle 13:05 | commenti (5) | permalink

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