Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
giovedì, settembre 15, 2005
Hija
HIJA
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la cabeza apenas reclinada.
En el ceño
una pequeña arruga
que se mueve,
intensamente vives
la realidad de lo irreal.
Tus cabellos,
terciopelo de la noche,
dibujan
el óvalo moreno
de tu rostro.
Viaja
en tus ojos almendrados,
en tus pomulos altos,
la memoria hecha piel
de nuestros abuelos indios.
Mujer,
que eres al mismo tiempo
niña,
me detengo
a jugar con tu risa
y tus primeros pasos inciertos:
rosa morena,
rama de azafran,
aire de alhelí.
Mientras me anuncian
las primeras hebras blancas
que ha pasado ya
el mediodía de mi vida.
Quisiera ser
en este tu andar
hacia el mañana,
guijarro del camino,
isla
de pájaros y flores,
casa
o llama hospitalaria.
Y cuando llegue
el anochecer inevitable,
y mis manos cansadas
se nieguen
a tejer sueños e ilusiones,
quiero besar la luz
en la llama
de tus ojos negros.
FIGLIA
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la testa appena china.
Sul ciglio
una piccola ruga
che si muove;
intensamente vivi
la realtà dell'irreale.
I tuoi capelli,
velluto della notte,
disegnano
l'ovale moro
del tuo volto.
Aleggia
nei tuoi occhi a mandorla,
nei tuoi alti zigomi,
la memoria fatta pelle
degli indios nostri avi.
Donna
e al tempo stesso
bambina,
mi soffermo
a giocare con le tue risa
i tuoi primi incerti passi:
rosa morena,
rametto di zafferano,
profumo di violaciocca.
Mentre
i primi fili bianchi
mi annunciano
che passato è già
il mezzogiorno della vita.
Vorrei essere,
in questo tuo andare
verso il domani,
pietra del sentiero,
isola
di uccelli e fiori,
casa
o fiamma del focolare.
E quando arriverà
l'inevitabile tramonto,
e le mie stanche mani
si negheranno
a tessere sogni e illusioni,
voglio baciare la luce
nella fiamma
dei tuoi occhi neri.
Poesia e traduzione di Terenzio Formenti dal libro "Vado Sognando Strade"
Oggi a Civita Castellana alle 9:35 è nata Emma.
Pesa 3.3 kg, è rosea e paffuta ed ha tanti capelli scuri.
Madre e bimba stanno benone :o)
Gilgamesh
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lunedì, settembre 05, 2005
I Giorni del Fuoco
Nella capitale francese si verificano cinque incendi da aprile, uno per fortuna senza vittime, ma uno il più grave in città dal dopoguerra, con 24 morti.
Con i milioni di palazzi che ci sono a Parigi, tutti gli incendi hanno come denominatore comune il fatto di scoppiare in stabili abitati da immigrati africani, alcuni regolari, altri sans-papier, provenienti dal Mali, dalla Nigeria e dalla Costa d'Avorio, stabili che sono di volta in volta alberghi affittati dal Comune di Parigi o edifici requisiti e gestiti da società private per conto di organizzazioni umanitarie (come Emmaus dell'Abbè Pierre, che penso abbiate sentito nominare).
Per il primo incendio le cause vengono dichiarate "ignote", l'istruttoria chiusa in fretta, le voci di scritte razziste comparse pochi giorni prima messe a tacere.
Poi l'escalation: in una settimana 3 incendi uno peggio dell'altro.
Per uno si parla di un corto circuito, per il successivo di "edificio fatiscente", cosa peraltro smentita dalla società France Europe Habitat che lo gestiva, per il terzo non si esclude il dolo, però anche qui le prime notizie che parlavano di naziskin vengono ribaltate in poche ore e si pubblicizza l'arresto delle tre ragazzine incoscienti che l'avrebbero fatto "per gioco".
Tre coincidenze fanno un indizio, e qua ne abbiamo ben più di tre.
Il populista ministro Sarkozy come misura contro l'emergenza non ha trovato di meglio che pubblicizzare sgomberi forzati.
Senza voler fare una "conspiracy theory" a tutti i costi, azzardo un'ipotesi, che proverò poi a sviluppare meglio: la Gendarmérie ha da tempo le prove dell'origine dolosa di tutti gli incendi, a partire da un paio, meno spettacolari, risalenti agli anni scorsi.
Ma il diktat dall'alto è disinformare e minimizzare, per un semplice motivo: se si ammettesse anche solo ufficiosamente la matrice razzista degli attentati, verrebbero messe letteralmente a ferro e fuoco le Banlieu e ci sarebbe qualcosa di molto simile alla guerra civile: Parigi ospita oltre 300.000 immigrati africani recenti, una città nella città, per non parlare di quelli meno recenti che abitano a Belleville, Midville, Fauxbourg, Saint Denis, Levallois Perret, Puteaux...
In cinque mesi abbiamo 64 morti in incendi di abitazioni (24 morti il 15 aprile in un albergo vicino all'Opéra, 17 morti, di cui 14 bambini, il 26 agosto in boulevard Auriol, 7 morti in quello nel Marais, rue du Roi-Doré, e 16 morti in quest'ultimo rogo).
Può essere interessante ricordare che i testimoni parlavano di teppisti che incendiavano le cassette delle lettere (anche due degli altri incendi sono partiti dall'atrio dello stabile) e in alcuni articoli della prima ora, ieri, quotidiani francesi riferivano esplicitamente il particolare che uno o più avevano la "testa rasata", tutt'altro che trascurabile.
Spero di sbagliarmi, e che si tratti di una concatenazione incredibile di eventi sfortunati, senza una precisa volontà criminale dietro.
Capisco la paura di una rivolta dei sans-papier, ma se ho ragione mi auguro che lo SDECE o comunque si chiami adesso fermi i responsabili prima che facciano altre vittime, anche senza rivelare subito la cosa, come successe due anni fa dopo gli incendi a poca distanza di tempo di stabili abitati da immigrati nordafricani e romeni a Marsiglia e alla periferia sud di Parigi, dovuti alla stessa mano e che fecero rispettivamente un paio di morti (due gemellini) e nove morti e diciotto feriti (la matrice dolosa venne messa a tacere e rivelata a distanza di mesi, quando furono processati i responsabili, fanatici razzisti, alcuni minorenni).
Gilgamesh
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