Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
mercoledì, luglio 05, 2006
Vivèr
Al quale avevo scritto (nei commenti di questo post, qualche giorno fa):
Oscar Wilde scrisse un saggio, in italiano il titolo - "La pelle dei nostri denti" - non ha molto senso, ma è un'espressione idiomatica inglese che ha più o meno lo stesso significato del nostro "per il rotto della cuffia", dove provava a dimostrare come in diverse occasioni l'umanità non si sia estinta appunto "by the skin of our teeth", concetto ripreso anche da Freeman Dyson un po' di tempo fa.
Quel che rende un organismo capace di sopravvivere in un ambiente ostile (o semplicemente indifferente) è la sua adattabilità, ovvero versatilità, più che essere già "adatto".
Anche perché l'ambiente cambia, e anche abbastanza rapidamente, sia in termini geoclimatici che in termini sociali.
Le capacità manipolative e persuasive che attribuisci al gentil sesso nella tua riflessione sono autentiche, ma in genere rivolte alla sopravvivenza collettiva, più che a una volontà di potenza niciana.
Però, vedi, c'è differenza tra vivere e sopravvivere. Io ho una vita ricca e piena e cercherò di vivere ancora a lungo, soprattutto per veder crescere la prole :o) ma se la vita dovesse ridursi a mera sopravvivenza, preferirei morire lottando per (tentare di) assicurare un futuro alle prossime generazioni che sopravvivere adattandomi.
E anche questo in qualche modo, a parte il finale l'han già scritto Isaac Asimov e Arlo Guthrie, però io son sicuro di averlo già pensato molto prima di leggerli e ascoltarli.
Dato che poi mi ha risposto con quest'altro post, utilizzo anch'io uno spazio più ampio di quello angusto dei commenti, visto che l'argomento della discussione merita.
Strel', tu scrivi che il domani non esiste, e che non ti convince lottare per quelli di domani.
Vedi, una volta uno dei miei maestri provò a spiegare (non solo a me, eravamo in diversi) la differenza tra astuzia e intelligenza. E fece ricorso ad un esempio che coinvolgeva appunto le conseguenze a lungo termine delle nostre azioni.
Perché uno degli assunti fondamentali del suo sistema cognitivo è che le azioni hanno conseguenze, e che l'uomo di conoscenza si assume la piena responsabilità di entrambe.
E un comportamento astuto assicura vantaggi in genere in una chiave prettamente egoistica e perlopiù a breve o medio termine, mentre un comportamento intelligente si basa sul tentare di prevedere le possibili conseguenze di ogni azione, non solo per sé e per l'immediato, ma anche per quel che riguarda le possibili ricadute sulle generazioni future.
Le multinazionali che, badando solo al profitto immediato, premono per lo sfruttamento di fonti di energia non rinnovabili e inquinanti si comportano in maniera senz'altro astuta (qualcuno direbbe "furba") ma non intelligente. Chi, nel suo piccolo, sceglie di non comprare determinati prodotti perché non è d'accordo con la politica di chi li produce e preferisce acquistare, per dire, solo libri che siano stampati su carta riciclata, agisce in modo intelligente.
Io credo al domani, e come potrei non crederci? Ricordo epoche rispetto alle quali questo è probabilmente il dopodomani; e fuor di metafora, credo nelle generazioni future, credo nella nostra responsabilità verso di esse.
Non ho mai creduto al "tutto e subito", nemmeno da giovanissimo, anche se comprendo e rispetto la mentalità e le aspirazioni di chi lo grida. È in buona parte vero che la maggior parte delle conquiste sociali, politiche e civili sono scaturite dall'azione di chi le voleva per il proprio presente. Ma è altrettanto vero che molte delle cose che oggi consideriamo indispensabili per la nostra vita, in campo sociale e civile ma non solo, non sono state conquistate dalla ribellione d'una generazione, di una minoranza o dalla sollevazione d'un popolo in armi, ma derivano dalla lungimiranza, e spesso dal sacrificio e dall'abnegazione, di poche persone speciali. Illuminati, eletti, predestinati? No, spesso si tratta di personaggi oscuri, dei quali nei libri di storia non v'è alcuna citazione.
Le persone davvero importanti nei libri di storia non ci sono. Ti sei mai chiesto (ma immagino di si) se per la prosperità di un popolo sia più importante un conquistatore che impiega immani risorse per allargare il proprio dominio o una famiglia di artigiani che inventa e tramanda un nuovo e più efficiente sistema per la lavorazione dei metalli, o scopre nuovi materiali? Sargon, Alexandros, Kurush, Caesar, Temujin, Napoleon nei libri di storia ci sono, persone molto più importanti e intelligenti di loro no.
Si può lottare in molti modi per un mondo migliore, per un domani migliore, soprattutto per assicurarsi che ci sia un domani. Senza violenza, senza sopraffazione, senza inganno.
Cominciando dalle piccole cose, dal quotidiano, dalla diffusione delle idee, attraverso la parola - certo - ma anche attraverso la loro realizzazione. Le rivoluzioni più importanti e durature, nella storia nota e ignota del mondo, sono cominciate così, senza clamore né strepiti né clangore d'armi, e sono proseguite in maniera altrettanto silenziosa e spesso inavvertita, e ancora continuano.
Un abbraccio a te e alla tua magnifica compagna, e idealmente a tutti quelli che leggeranno, che siano d'accordo o meno ^_^
Gilgamesh
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