Gilgamesh - Sha Nagba Imuru

Poteri magici e taumaturgici dei pensieri e delle parole.

sabato, settembre 23, 2006

Lo Straporto 


Non è proprio una cosa recentissima, visto che risale a venti giorni fa, ma ho messo su Google Video il breve filmato, che ho fatto dal balcone di casa, del trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Un evento che nessun viterbese degno di questo nome, sia autoctono, oriundo o d'adozione, si perderebbe per nulla al mondo. Includo quindi il filmato con la direttiva embed, visto che ancora funziona :o)


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Come ho riportato nella breve didascalia che accompagna il filmato su Google, la Macchina è alta 29 metri e pesa 52 quintali: viene trasportata da una squadra di 113 Facchini, appartenenti all'omonima corporazione, che si alternano nelle varie fasi su un percorso di circa 1.5 km nell'adempimento di una tradizione ormai molto antica, anche se la "macchina" ha raggiunto le ragguardevoli dimensioni attuali solo da un centinaio d'anni a questa parte. Volendo, maggiori informazioni e la storia completa si trovano qui.

Segnalo inoltre, per chi avesse voglia di leggermi altrove, che curerò nelle prossime settimane la pubblicazione su Qix della serie di post iniziata da Ludo circa gli esercizi mattutini dalla Cina, nella versione propria dello stile Yang del Taijiquan, ma con cenni anche alle varianti proprie di altri stili e scuole.

Buon fine settimana

Gilgamesh

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venerdì, settembre 15, 2006

El Hijo 


Ay hijo, sabes, sabes
de dónde vienes?

De un lago con gaviotas
blancas y hambrientas.

Junto al agua de invierno
ella y yo levantamos
una fogata roja
gastándonos los labios
de besarnos el alma,
echando al fuego todo,
quemándonos la vida.

Así llegaste al mundo.

Pero ella para verme
y para verte un día
atravesó los mares
y yo para abrazar
su pequeña cintura
toda la tierra anduve,
con guerras y montañas,
con arenas y espinas.

Así llegaste al mundo.

De tantos sitios vienes,
del agua y de la tierra,
del fuego y de la nieve,
de tan lejos caminas
hacia nosotros dos,
desde el amor terrible
que nos ha encadenado,
que queremos saber
cómo eres, qué nos dices,
porque tú sabes más
del mundo que te dimos.

Como una gran tormenta
sacudimos nosotros
el árbol de la vida
hasta las más ocultas
fibras de las raíces
y apareces ahora
cantando en el follaje,
en la más alta rama
que contigo alcanzamos.

Pablo Neruda
(Neftalì Ricardo Reyes 1904-1973)
da Los versos del Capitán (1952)


Ahi, figlio, sai, sai
da dove vieni?

Da un lago con gabbiani
bianchi e affamati.

Vicino all'acqua d'inverno
lei ed io accendemmo
una fiamma rossa
consumandoci le labbra
dal baciarci l'anima,
gettando al fuoco tutto,
bruciandoci la vita.

Così venisti al mondo.

Ma lei per vedermi
e per vederti un giorno
attraversò i mari
ed io per abbracciare
la sua piccola vita
percorsi tutta la terra,
con guerre e montagne,
con sabbie e spine.

Così venisti al mondo.

Da tanti luoghi vieni,
dall'acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da percorsi così lunghi
verso noi due,
dall'amore terribile
che ci ha incatenato,
perciò vogliam sapere
come sei, che ci dici,
perché tu sai di più
del mondo che ti demmo.

Come una gran tormenta
noi scuotemmo
l'albero della vita
fin alle più nascoste
fibre delle radici
ed ora tu appari
cantando nel fogliame,
nel più alto ramo
che con te raggiungemmo.


Oggi è il primo compleanno di Emma. Questa poesia e la sua traduzione son dedicate a lei ed a tutti gli amici e le amiche vicini e lontani che passeranno a lasciare un saluto e un augurio sincero, pur non avendola magari mai vista se non in foto ^_^

Gilgamesh

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