Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
mercoledì, aprile 25, 2007
Cold Rage
- Detesto la pioggia.
- Non saresti mai dovuta venire ad abitare qui, allora.
- Non pensavo qui piovesse tanto, era giugno la prima volta che ho messo piede in questo posto.
- Che ne dici se cominciamo, anziché continuare a parlare del tempo?
- Si vede che non sei un indigeno.
Lui sbuffa, lei fa un mezzo sorriso.
La pioggia continua a cadere incessante, tra scrosci e raffiche di vento.
- Ricordi quando abbiamo cominciato?
- No, è passato tanto di quel tempo. Eravamo molto giovani, allora. E ingenui.
- Perché, vorresti farmi credere d'essere diventato cinico e realista? Sei diventato solo brontolone.
- Non saremmo qua se non fosse per me. Tu ti saresti arresa anni fa, non avresti mai inziato.
- Forse. Forse no.
- Sicura che sia il posto giusto?
- Si, ho ricontrollato due volte, come al solito. Tra cinque minuti esatti.
In lontananza, il rumore di un motore.
- Hai ricontrollato anche che sia la persona giusta?
- Quello per prima cosa. Nessun dubbio, nemmeno stavolta.
- Bene, è tutto predisposto per quando passerà.
- Io mi ricordo, comunque.
- Cosa?
- Come è cominciato tutto. Tanti anni fa.
- Beh, quando abbiamo deciso...
- Quando abbiamo deciso di fare in modo che il mondo diventasse un posto molto pericoloso per chi molesta i bambini.
- Bambini come eravamo noi.
- Anche se non avremmo mai dovuto scoprirlo.
- Pensavano che non l'avremmo fatto. Che non ricordassimo, prima di tutto.
- Tu pensi che avresti mai potuto dimenticare? Anche senza l'ipnosi regressiva?
- No. Faccio ancora quei sogni.
- Io ho conservato i disegni che facevo. Quelli che non mi hanno portato via.
Una macchina scura compare da dietro la curva.
Ai lati della strada bagnata, file di alberi.
- Eccolo. Pronto?
- Si, aspetto che arrivi al punto prestabilito, poi premo il bottone.
- Sarà il secondo incidente, questo mese.
- Questo è calcolato per essere quasi letale.
- Chissà se l'orco ha capito che anche il primo non era un incidente.
- Se non l'ha capito allora, lo capirà adesso.
- Se sopravvive.
- Vivrà. Ma non credo camminerà mai più.
Gilgamesh
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