Gilgamesh - Sha Nagba Imuru

Poteri magici e taumaturgici dei pensieri e delle parole.

giovedì, ottobre 25, 2007

Silenzi e grida 


Io questo libro l’ho letto. E l’ho molto apprezzato.

Non è un libro facile, non è nemmeno “un pugno nello stomaco” (metafora che trovo francamente abusata).

È un bel libro, un libro che fa riflettere. Una sorta di mockumentary, se vogliamo: perché è finzione ma parla di cose vere, di avvenimenti vissuti e che hanno lasciato il segno, da un punto di vista non convenzionale; contiene il richiamo ad una messa in scena di Amleto che è quasi una rilettura del classico, che da sola vale la lettura e che Seia s’è persa non essendo arrivata a metà essendo arrivata poco oltre la metà.

Le recensioni del quasiromanzo invece non le ho lette (a parte questa parodia). E neppure le stroncature. Ma, sinceramente, c’è qualcuno di voi che decide cosa leggere in base alle recensioni (favorevoli o meno) trovate sulla stampa o altrove?

Magari qualche volta la segnalazione può incuriosire, ma per quanto mi riguarda niente di più.

Detto questo, il libro può piacere o meno, dipende da tante cose: in vita mia ci sono solo un paio di libri che ho iniziato senza riuscire a finirli, e uno è “L’isola del giorno dopo” di Umberto Eco, del quale pure ho gradito gli altri romanzi e la quasi totalità dei saggi.

Nel caso di Babsi, forse sono influenzato dal fatto di conoscere personalmente l’autrice, sia online per lunga frequentazione che per averla incontrata nel meatspace. È una bella persona e una donna in gamba, forse solo troppo sensibile.

E qualunque cosa si possa dirne, non è mai banale o scontata, ed è capace di colpire e interessare con quello che scrive e per come lo scrive. Che non è poco.

Buon proseguimento e grazie per l’attenzione.

Gilgamesh

 

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lunedì, ottobre 15, 2007

Blog Action Day 


Oggi, in tutto il mondo, migliaia di blog, tutti quelli che hanno scelto di essere coinvolti in questa iniziativa, pubblicheranno un post sullo stesso argomento, l'ambiente.

Ho scelto di aderire al Blog Action Day anche perché ero tra coloro che si preoccupavano di questo argomento già nel 1977 (conservo ancora la tessera del WWF con il bollino del decennale - ora ci sarebbe un quarantennale da celebrare) quando ero presidente del Panda Club della mia classe (3a media), ed andavo in giro con Helmar Schenk e altri a fare la conta dei grifoni a Monte Novo S.Giovanni, vicino ad Orgosolo.

E ancora adesso credo fermamente che questo mondo non l'abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri, ma lo abbiamo in custodia temporanea per conto dei nostri figli, ed a loro dovremo rendere conto di come lo trattiamo.

Ognuno di noi può fare qualcosa, anche semplicemente imparando a conoscere le meraviglie della natura che ci circonda. Ricordo, quand'ero bambino, vidi una volta dei lavori stradali; era un grosso scavo, e mi resi conto che sotto l'asfalto e il cemento, anche in città, c'è la terra, ricca, nera e fertile.

Un po' di tempo dopo (diversi anni in realtà) mi ritrovai a visitare quello che solo alcuni lustri prima era un villaggio minerario, nell'Iglesiente, e mi resi conto di quanto poco tempo la natura impiegava a riappropriarsi dei manufatti umani abbandonati.

Ancor più bello fu quando, ormai quasi maggiorenne, diventai accompagnatore A.N.T.E. (l'associazione nazionale turismo equestre) e attraversai la Sardegna da costa a costa a cavallo. Ed ugualmente bella fu la scoperta dei meravigliosi fondali del Parco Marino di Villasimius.

È un piccolo pianeta azzurro - questo - visto dalle profondità dello spazio cosmico, sarebbe davvero importante essere abbastanza saggi da optare per uno sviluppo sostenibile e smettere di avvelenare l'aria e le acque, bruciare o tagliare le foreste primarie, sfruttare le ricchezze del mare e del sottosuolo in maniera dissennata e se pensassimo tutti alle responsabilità che abbiamo verso le prossime generazioni.

Gilgamesh

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venerdì, ottobre 12, 2007

Courier Blogospherique 


Credo che l’articolo sulla blogosfera nel magazine del Corriere di ieri, e le reazioni all’articolo, rivelino semplicemente in tutti noi un eccessivo senso di importanza personale.

La blogosfera, non solo italiana, oggi ha ben poco di corale: non assomiglia - salvo rare eccezioni - a un collettivo, ma è una somma di individualità; tutti pensiamo di avere qualcosa da dire (o non avremmo aperto un blog) e fin qui tutto bene.

Il problema nasce quando ci si convince di poter e dover esprimere la propria opinione su qualunque argomento, e che farlo significhi fare in modo che il proprio punto di vista debba avere più visibilità e autorevolezza degli altri (far emergere la propria individualità dalla “massa”).

La ricerca di attenzione, il motore che spinge a “pubblicare”, ovvero rendere pubblico il proprio pensiero, è qualcosa di molto umano e comprensibile, quando non è spinto all’eccesso.

A me è venuto da sorridere (per opposti motivi) sia leggendo il post di Boh su Orientalia4all (pre-lettura articolo) che quello di gattostanco (post-lettura) mentre questo di Federico induce soprattutto a riflettere sui diversi punti di vista, su come esistanto tante “blogosfere” che solo in parte si intersecano.

There's so many different worlds
So many differents suns
And we have just one world
But we live in different ones

Gilgamesh

N.B. Questo testo nasce originariamente come commento al post di Kurai citato poco sopra, al quale sono arrivato dal link di Ludo.

apdèit: Per chi non avesse letto l'articolo, Napolux ne ha fatto una scansione in PDF che potete scaricare qui.

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sabato, ottobre 06, 2007

La vita, l'Universo e tutto quanto 


Alcune cose lette in giro nei giorni scorsi m'hanno spinto a riflettere.

Su parecchie cose, ma in particolare sulla natura del tempo e della percezione che abbiamo del suo "scorrere".

Molto interessante, ad esempio, un commento di Keplero da eio, da quest'ultimo poi riportato su Phonkmeister, circa l'aver iniziato un viaggio verso il futuro con una cronomacchina molto lenta, in grado di andare in una sola direzione - verso il futuro, quattro giorni prima, il 30 settembre, ed essere appena arrivato a destinazione, il 4 ottobre.

Chi crede alla teoria del Big Bang e alle sue implicazioni (un buon numero di persone, paradossalmente la percentuale cala solo tra gli astrofisici e chi si occupa di cosmologia e fisica teorica) dà per scontato (o almeno dovrebbe, se crede quel che crede a ragion veduta e non solo per sentito dire) che nel tanto discusso istante zero, quando si suppone che la materia ancora non esistesse e la totalità dell'energia esistente fosse concentrata in un non-spazio puntiforme, la freccia termodinamica del tempo - quella che punta dal "passato" verso il "futuro" - fu determinata stocasticamente per la prima (e ultima) volta.

Questo implica, tra le altre cose, che il tempo non "scorre" come un fiume che trasporta nel suo fluire tutte le cose, ma che è proprio la non-reversibilità di alcuni eventi che nel tempo hanno luogo a far sì che si possa determinarne una "direzione".

Potrà parere strano a un profano, ma nessune delle equazioni fondamentali della fisica postula una direzione preferenziale per il tempo, tanto da rimanere valide qualunque sia la "direzione" considerata.

Con una notevole eccezione, che è il secondo principio della termodinamica, che stabilisce che con l'andar del tempo l'entropia (ovvero il grado di "disordine") di un qualunque sistema tende ad aumentare irreversibilmente (ovvero, se per l'intervento di una forza esterna, ad esempio un organismo biologico, l'entropia locale diminuisce quella globale sarà comunque aumentata) il che prendendo come modello l'Universo "generato" dal Big Bang porta come estrema conseguenza logica la morte energetica dell'Universo stesso, in un remoto futuro.

Sto cercando di semplificare al massimo concetti abbastanza complessi, il che porta inevitabilmente a delle approssimazioni, ma la rappresentazione è abbastanza accurata, il meglio che io riesca a fare in un contesto descrittivo senza far ricorso alla matematica, quindi posso solo chiedervi di fidarvi per quanto riguarda le affermazioni successive, anche se vi sembreranno strane e lontane dal senso comune.

Per esempio, il fatto che tutta le molecole d'ossigeno contenute nell'aria che in questo momento state respirando possano spontaneamente concentrarsi in un angolo della stanza in cui vi trovate facendovi morire per anossìa non è considerato impossibile ma solo altamente improbabile, da un punto di vista fisico.

L'energia stessa, descritta variamentte e in maniera anche abbastanza caotica e incoerente nella fisica classica (basti pensare alle varie unità di misura energetica impiegate e tutt'ora in uso, come la Caloria, ideata quando si pensava che il calore fosse una forma di energia diversa e distinta da quella cinetica), energia che è alla base del modello cosmogonico e cosmologico noto come Grande Esplosione, non è altro che un concetto autoreferenziale: è quel quid che fa sì che gli eventi accadano nel tempo, una proprietà fondamentale della materia, essa stessa descritta come "energia condensata"; se chiedete a un qualunque scienziato cosa sia in realtà l'energia che si postula fosse presente in questo famoso "istante iniziale" (la stessa che esiste tutt'oggi in tutto l'Universo) e da dove abbia avuto origine non potrà che rispondervi con un poco scientifico "non si sa".

È pur vero che nella Scienza è importante sapersi porre le giuste domande, più che ipotizzare le risposte, ma bisogna onestamente ammettere che il modello cosmogonico che va per la maggiore è probabilmente condizionato dal nostro modo di vedere l'Universo come una sorta di organismo e costituisce, in fin dei conti, un antropomorfismo.

Da un punto di vista ideale, ipotizzare un Multiverso che non abbia avuto un'origine e che non avrà mai fine, realmente infinito in tutti i sensi, è parecchio più complicato e lontano dal nostro modo di considerare le cose. Molti scienziati che hanno esposto teorie alternative al Big Bang, come l'universo stazionario di Fred Hoyle (che ipotizzava una sorta di "creazione continua" e minimale) sono stati talvolta irrisi e spesso isolati dalla comunità scientifica internazionale.

Eppure le ultime scoperte sulla natura ultima della materia, e perfino la reinterpretazione di esperimenti che si supponeva rafforzassero l'ipotesi del Grande Botto (come quello di D.L. Burke e altri, descritto nell'articolo "Positron Production in Multiphoton Light-by-Light Scattering" pubblicato nel numero di settembre 1997 della Physical Review Letters) suggeriscono che questa teoria potrebbe essere in futuro abbandonata.


Gilgamesh

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giovedì, ottobre 04, 2007

Free Burma! 


Free Burma!

Grazie a Boh per la segnalazione

Inviato da gilgamesh alle 13:06 | commenti (3) | permalink

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Radici resistenti