Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
lunedì, gennaio 28, 2008
Quem morre?
Che fosse apocrifa l'avevo già scritto anni fa, come Lia ricorda, riportando il testo spagnolo che girava da tempo in rete e la mia traduzione sotto l'autentica "Ode alla vita" di Neruda, titolo col quale questo testo circolava, per consentire un confronto.
Quem morre?
Morre lentamente
quem se transforma em escravo do hábito,
repetindo todos os dias os mesmos trajectos, quem não muda de marca
Não se arrisca a vestir uma nova cor ou não conversa com quem não conhece.
Morre lentamente
quem faz da televisão o seu guru.
Morre lentamente
quem evita uma paixão,
quem prefere o negro sobre o branco
e os pontos sobre os "is" em detrimento de um redemoinho de emoções,
justamente as que resgatam o brilho dos olhos,
sorrisos dos bocejos,
corações aos tropeços e sentimentos.
Morre lentamente
quem não vira a mesa quando está infeliz com o seu trabalho,
quem não arrisca o certo pelo incerto para ir atrás de um sonho,
quem não se permite pelo menos uma vez na vida,
fugir dos conselhos sensatos.
Morre lentamente
quem não viaja,
quem não lê,
quem não ouve música,
quem não encontra graça em si mesmo.
Morre lentamente
quem destrói o seu amor-próprio,
quem não se deixa ajudar.
Morre lentamente,
quem passa os dias queixando-se da sua má sorte
ou da chuva incessante.
Morre lentamente,
quem abandona um projecto antes de iniciá-lo,
não pergunta sobre um assunto que desconhece
ou não responde quando lhe indagam sobre algo que sabe.
Evitemos a morte em doses suaves,
recordando sempre que estar vivo exige um esforço muito maior
que o simples fato de respirar.
Somente a perseverança fará com que conquistemos
um estágio esplêndido de felicidade.
Chi Muore?
Muore lentamente
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo tutti i giorni gli stessi tragitti, chi non cambia di marca,
chi non arrischia a vestire un nuovo colore o non parla con gli sconosciuti.
Muore lentamente
chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
che fanno battere il cuore davanti a errori e sentimenti.
Muore lentamente
chi non capovolge il tavolo quando è infelice sul lavoro,
chi non rischia il certo per l'incerto per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire i consigli sensati.
Muore lentamente
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sè stesso.
Muore lentamente
chi distrugge il suo amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Muore lentamente
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su un argomento che non conosce,
o non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo molto più grande del semplice fatto di respirare.
Soltanto la perseveranza ci porterà a conquistare
uno stato splendido di felicità.
Concordo inoltre con EmmeX1, che segnala in un suo post il fatto che l'ultimo verso della poesia di Martha Medeiros (qui volendo trovate i testi di altre sue poesie) che Mastella non ha letto, è il più significativo.
Gilgamesh
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