Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
giovedì, novembre 01, 2007
Through time and space
Da un punto di vista fisico le cose stanno esattamente al contrario: il tempo esiste indipendentemente dalla sua misura, che è invece illusoria.
L'esatta natura del tempo è molto elusiva: prima di tutto, non è un "flusso" continuo e nemmeno è infinitamente divisibile. Mi spiego meglio: possiamo concettualmente immaginare di dividere il tempo in frazioni sempre più piccole, fino al miliardesimo di secondo, per dire - o fino alla massima precisione ottenibile con i nostri strumenti - ma non all'infinito; diciamo che occorre ipotizzare una sorta di "atomo" temporale. Allo stesso modo non possiamo supporre infinitamente divisibile lo spazio, o incorriamo in svariati paradossi (Zenone docet).
Il tempo e lo spazio sono strettamente correlati: è possibile anzi immaginare il tempo come una quarta dimensione spaziale (un ipercubo può essere immaginato come un oggetto di altezza, larghezza e profondità tot e lungo una settimana).
Riassumendo, il tempo è numerabile ma non realmente misurabile, nel senso che non è possibile fissare un sistema di riferimento assoluto. La relatività di Einstein ha in realtà gli stessi limiti di quella galileiana, e nemmeno la meccanica quantistica fornisce strumenti adeguati a comprendere esattamente la natura dei fenomeni sub-atomici.
Per intenderci, il concetto di velocità della luce nel vuoto, considerata una costante universale, e le trasformazioni di Fitzgerald-Lorentz sono parimenti fallaci, come si scoprirà tra cinquant'anni circa quando verrà enunciata e dimostrata la teoria della sincronicità universale.
Vostro,
John Titor

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