Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
mercoledì, maggio 28, 2008
Solidarietà
Parto con la frase citata da un'amica, da lei attribuita a Mao Zedong:
"Dieci morti in Occidente sono una strage, diecimila morti in Oriente una notizia"
Due settimane fa mi aveva particolarmente colpito e fatto riflettere la lettura di un articolo di JP su Mente Critica, un blog collettivo che si propone di essere un punto di confronto per discussioni civili e costruttive, che seguo e sostengo da quando l'ho conosciuto, in particolare questo passaggio:
" (...) Passati i mesi, la notizia finiva nell’oblio: i blogger toglievano i banner dalle loro colonne; la comunità internazionale tentennava, come al suo solito, senza riuscire ad imporre alcunchè ai generali; il regime si consolidava, preparando il prossimo referendum costituzionale farsa. Ora il Myanmar è un inferno sommerso dalla furia rabbiosa ed implacabile degli elementi. Il ciclone Nargys ha spazzato via interi villaggi di cartapesta, ha reclamato decine di migliaia di vite umane, ha reciso in maniera probabilmente definitiva il rapporto tra il paese ed il resto del mondo, già di per sè molto labile, e l’ha fatto precipitare in una crisi umanitaria gravissima, dagli esiti drammatici ed imprevedibili."
Anche io a suo tempo ho messo quel banner, anch'io l'ho tolto, anche se dopo molti mesi da quel giorno d'ottobre 2007.
In questi casi ci si chiede sempre "cosa si può fare in concreto?".
All'incirca nello stesso periodo, nella sezione a tema libero di un Forum che leggo per motivi ludici, Gaia scriveva:
Tutti voi sono al corrente di quello che è successo in Myanmar (ex Birmania). Sto parlando del ciclone che giorni fa ha devastato la parte centro sud del paese.
I media ci stanno bombardando di cifre sul numero dei presunti morti e dispersi, nonchè dei senzatetto.. cifre che si aggirano intorno agli 80.000 morti e agli stimati 1.000.000 di senzatetto... siamo così abituati a ricevere informazioni comodamente seduti nelle nostre poltrone, circondati da ogni sorta di agio, che spesso queste informazioni ci colpiscono sul primo momento, ma poi scorrono via dalla nostra mente come pioggia su una superficie impermeabile.
Ma non per me.
Io ci sono stata in quel paese: ho visto con i miei occhi le condizioni di vita di un popolo che ancora non aveva subito questa catastrofe e già allora ero indignata e incazzata con il regime!
Il mio cuore e i miei pensieri corrono spesso a quei visi e alle persone che lì ho conosciuto e che lì ho dovuto lasciare, perchè uscire da quell'inferno è praticamente impossibile: per ottenere un visto di un "semplice" viaggio devi aspettare mesi e far recapitare alle autorità una lettera di coloro che ti ospiteranno nel tuo soggiorno (siano alberghi, strutture ricettive o semplici cittadini privati).
Una ragazza è rimasta lì. Il suo nome è Su Hlaing: era la nostra guida, ma ha vissuto con noi per tutto il periodo che siamo stati lì ed è diventata una nostra amica. Aveva l'opportunità di "scappare" da quella realtà: il suo ragazzo aveva trovato un lavoro in Thailandia e lei stava meditando di lasciare tutto per trasferirsi da lui.
Poi arrivò la protesta dei monaci e dopo uno scambio di email lei decise di rimanere lì, con la sua famiglia, con il suo paese.

Poi Gaia riporta alcune mail scambiate con Su, che ripubblico integralmente con la sua autorizzazione:
Dopo un paio di giorni:
Dopo circa una settimana:
Sono seguite altre mail, per mettere a punto i dettagli del trasferimento di fondi.
In sintesi, Gaia ha trovato un modo sicuro per far pervenire direttamente a una persona che conosce e di cui si fida, impegnata nel sociale come lei è qua, un aiuto economico, saltando le varie organizzazioni, pur benemerite come la Caritas e l' UNHCR che stanno raccogliendo fondi per aiutare la popolazione birmana, ma che difficilmente potranno riuscire a far arrivare questi aiuti nelle mani giuste.
Mi racconta Gaia che a una sua conoscente che dopo due ore continuava a disquisire sull'opportunità di una "goccia nell'oceano", sempre mantenendo un tono conviviale ma fermo, ha risposto: «e nel frattempo che io e te parliamo, comodamente avvolte in un divano con due tazze di caffè e la sigaretta in bocca... In questo stesso preciso istante ci sono donne come me e te che tengono in braccio il loro bambino e sperano che non muoia di dissenteria perchè l'unica acqua che possono dargli da bere è quella del fiume!»
Nel Forum abbiamo organizzato una colletta tra di noi, che conosciamo Gaia e abbiamo a nostra volta piena fiducia in lei. Io ho già inviato il mio contributo, tramite bonifico e di qui a una settimana circa lei farà il primo invio di denaro tramite il contatto di Su a Singapore.
Ho pensato di estendere quest'appello ai lettori di questo blog, ma idealmente a tutta la Blogosfera italiana. Facendo click sul pulsante qui sotto potete inviare anche un solo Euro, tramite PayPal, in maniera sicura utilizzando una carta di credito, anche ricaricabile o, se lo avete, trasferendo direttamente la somma dal vostro conto PayPal.
Se volete e pensate ne valga la pena, potete linkare questo post o aggregarlo, o comunque spargere la voce il più possibile. Riporterò tra una settimana i risultati, e spero davvero che un'iniziativa come questa, di solidarietà diretta, possa avere successo e dimostrare che non siamo solo capaci di mettere ribbon e banner o indossare una maglietta rossa o un asciugamano, per dimostrare consapevolezza e partecipazione.
Gilgamesh

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