Gilgamesh - Sha Nagba Imuru

Poteri magici e taumaturgici dei pensieri e delle parole.

giovedì, aprile 15, 2004

Ode alla vita, quella vera 


Ben due poesie, oggi. Una è l'autentica "Ode alla vita" (Oda a la vida), che fa parte delle "Cinquanta Odi" (tra le altre, splendida, quella al Carciofo), mentre l'altra, spesso intitolata così nella traduzione italiana è la poesia "Chi Muore?" (¿Quién Muere?) erroneamente attribuita a Neruda, ma apocrifa.



Oda a la vida
Ricardo Eliecer Neftalí Reyes Basoalto
(Pablo Neruda)
1904-1973

La noche entera
con un hacha
me ha golpeado el dolor,
pero el sueño
pasó lavando como un agua oscura
piedras ensangrentadas.
Hoy de nuevo estoy vivo.
De nuevo
te levanto,
vida,
sobre mis hombros.

Oh vida,
copa clara,
de pronto
te llenas
de agua sucia,
de vino muerto,
de agonía, de pérdidas,
de sobrecogedoras telarañas,
y muchos creen
que ese color de infierno
guardarás para siempre.

No es cierto.

Pasa una noche lenta,
pasa un solo minuto
y todo cambia.
Se llena
de transparencia
la copa de la vida.
El trabajo espacioso
nos espera.
De un solo golpe nacen las palomas.
Se establece la luz sobre la tierra.

Vida, los pobres
poetas
te creyeron amarga,
no salieron contigo
de la cama
con el viento del mundo.

Recibieron los golpes
sin buscarte,
se barrenaron
un agujero negro
y fueron sumergiéndose
en el luto
de un pozo solitario.

No es verdad, vida,
eres
bella
como la que yo amo
y entre los senos tienes
olor a menta.

Vida,
eres
una máquina plena,
felicidad, sonido
de tormenta, ternura
de aceite delicado.

Vida,
eres como una viña:
atesoras la luz y la repartes
transformada en racimo.

El que de ti reniega
que espere
un minuto, una noche,
un año corto o largo,
que salga
de su soledad mentirosa,
que indague y luche, junte
sus manos a otras manos,
que no adopte ni halague
a la desdicha,
que la rechace dándole
forma de muro,
como a la piedra los picapedreros,
que corte la desdicha
y se haga con ella
pantalones.
La vida nos espera
a todos
los que amamos
el salvaje
olor a mar y menta
que tiene entre los senos.



Ode alla vita

La notte intera
come un'accetta
mi ha colpito il dolore
ma il sogno è passato
lavando come un'acqua oscura
pietre insanguinate.

Oggi di nuovo son vivo.
Ancora ti sollevo, vita, sulle mie spalle.

Oh, vita, coppa chiara,
improvvisamente ti riempi
di acqua sporca, di vino morto,
di agonia, di perdite,
di commoventi ragnatele,
e molti credono che quel colore d'inferno
manterrai per sempre.

Non è certo.

Passa una notte lenta, passa un solo minuto
e tutto cambia.
Si riempie di trasparenza la coppa della vita.
Il grande lavoro spetta a noi
Da un solo colpo nascon le colombe
Ritorna la luce sulla terra.

Vita, i poveri poeti
ti credono amara,
non son saliti con te
dal letto
col vento del mondo

Han ricevuto i colpi
senza trovarti
sono stati perforati
da un buco nero
e si son trovati sommersi
nel dolore di un pozzo solitario.

Non è vero, vita,
sei
bella
come le cose che amo
ed hai tra i seni
profumo di menta

Vita,
sei
una macchina piena,
felicità, suono
di tempesta, tenerezza
d'olio delicato.

Vita,
sei come una vigna:
accumuli la luce e la distribuisci
trasformata in grappolo

Colui che ti rinnega
che aspetti
un minuto, una notte
un anno breve o lungo
che esca
dalla sua solitudine bugiarda
che indaghi e lotti, congiunga
le sue mani ad altre mani
che non ceda nè aduli
alla sfortuna,
che la ricostruisca dandole
forma di muro,
come gli scalpellini la pietra.
che tagli la sfortuna
e si faccia con essa pantaloni.

La vita
aspetta noi tutti
che amiamo
il selvaggio profumo
di mare e di menta
che ha tra i seni.




¿Quién Muere?

Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito,
repitiendo todos los días los mismos trayectos,
quien no cambia de marca,
no arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce.

Muere lentamente quien hace de la televisión su gurú.

Muere lentamente quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las "íes" a un remolino de emociones,
justamente las que rescatan el brillo de los ojos,
sonrisas de los bostezos,
corazones a los tropiezos y sentimientos.

Muere lentamente quien no voltea la mesa
cuando está infeliz en el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto
para ir detrás de un sueño,
quien no se permite por lo menos una vez en la vida,
huir de los consejos sensatos.

Muere lentamente quien no viaja,
quien no lee, quien no oye música,
quien no encuentra gracia en sí mismo.

Muere lentamente quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar.

Muere lentamente, quien pasa los días
quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante.

Muere lentamente,
quien abandona un proyecto antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto que desconoce
o no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.

Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo exige
un esfuerzo mucho mayor que el simple hecho de respirar.

Solamente la ardiente paciencia hará
que conquistemos una espléndida felicidad.



Chi Muore?

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e non cambia il colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sè stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento di una splendida felicità.



Qualche notizia su Pablo Neruda la trovate, volendo, in calce a "Siento tu ternura", qualche pagina più sotto. Spero dal raffronto tra i due testi la differenza sia chiara.

Gilgamesh

Inviato da gilgamesh alle 19:52 | commenti (9)
Commenti
#1   16 Aprile 2004 - 11:05
 
Molte le riflessioni da fare, su queste due poesie, su come ogni età celebra la vita in modo diverso, su come... ma vorrei lasciarle da parte, per ora, e soffermarmi su una.
Oggi è una giornata dedicata alla vita...
Quella vissuta nell'ode, quella non vissuta di chi si limita a morire lentamente, quella che deve essere recuperata nel suo significato, come nel post di Placida, oggi. E ciò che hai postato qui sopra aiuta a farlo nella "giusta direzione" (se ce ne fosse solo una).
Un nuovo, splendido esempio di "sincronicità degli eventi", come la chiami tu. Bentornato, Bardo.
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#2   16 Aprile 2004 - 11:06
 
La poesia del "lentamente muore" va riletta ogni mattina.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sphera

#3   16 Aprile 2004 - 13:13
 
E io che credevo di avere una sorta di telepatia solo con la mia Cugi Latifah...Ciao tesoromio. :-***
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PlacidaSignora

#4   16 Aprile 2004 - 17:50
 
grazie. sono splendide.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente tt

#5   19 Aprile 2004 - 13:39
 
Splendide, sì. Di Neruda ricordo con amore El Hondero Entusiasta (se si scrive così)
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#6   19 Aprile 2004 - 17:17
 
sempre raffinatissime le tue scelte, bacio, g.
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#7   03 Maggio 2004 - 20:55
 
Allora temo di essere morta, forse già alla seconda riga. Ciao
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#8   08 Maggio 2004 - 16:00
 
Belíssimo. Grata.
utente anonimo

#9   27 Gennaio 2008 - 08:08
 
http://ulivo

[..] Il web, i giornali, Mastella e Neruda (più Gianni Bella) Una che non ha la TV e non ha nemmeno dimestichezza con le sue trasmissioni, in generale, come vuoi che segua la diretta dal Senato? Su Twitter, la segue. Che ieri era un po’ come [..]
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