Gilgamesh - Sha Nagba Imuru

Poteri magici e taumaturgici dei pensieri e delle parole.

giovedì, luglio 29, 2004

The Vagabond 


Su gentile richiesta, una poesia che parla del viaggiare, scritta da un grande viaggiatore.



The Vagabond
(from Songs of Travel and Other Verses - published in 1896)
Robert Louis Stevenson (1850 - 1894)

Give to me the life I love,
Let the lave go by me,
Give the jolly heaven above
And the byway nigh me.
Bed in the bush with stars to see,
Bread I dip in the river -
There's the life for a man like me,
There's the life for ever.

Let the blow fall soon or late,
Let what will be o'er me;
Give the face of earth around
And the road before me.
Wealth I seek not, hope nor love,
Nor a friend to know me;
All I seek, the heaven above
And the road below me.

Or let autumn fall on me
Where afield I linger,
Silencing the bird on tree,
Biting the blue finger.
White as meal the frosty field -
Warm the fireside haven -
Not to autumn will I yield,
Not to winter even!

Let the blow fall soon or late,
Let what will be o'er me;
Give the face of earth around,
And the road before me.
Wealth I ask not, hope nor love,
Nor a friend to know me;
All I ask, the heaven above
And the road below me.



Datemi la vita che amo,
Lasciate che l'abbondanza vada con me,
Datemi il benedetto cielo sopra,
e la strada da percorrere sotto.
Un letto tra le frasche con stelle da vedere,
Il pane lo intingo nel fiume,
questa è la vita per un uomo come me
questa è la vita per sempre.

Lasciate che il respiro cessi presto o tardi,
Lasciate che sia di me quel che deve essere;
Datemi il volto della Terra intorno
E la strada davanti a me.
Non cerco ricchezza, nè speranza o amore,
Nè un amico che mi comprenda;
Tutto quel che cerco, il cielo di sopra
e la strada sotto di me.

O lasciate che l'autunno scenda su di me
mentre indugio all'aperto,
Silenziosi gli uccelli sugli alberi,
Soffiando sulle dita gelate.
Bianco come farina, il campo ghiacciato -
Caldo il rifugio del focolare -
Non cederò all'autunno,
e neppur mai all'inverno!

Lasciate che il respiro cessi presto o tardi,
Lasciate che sia di me quel che deve essere;
Datemi il volto della Terra intorno
E la strada davanti a me.
Non cerco ricchezza, nè speranza o amore,
Nè un amico che mi comprenda;
Tutto quel che cerco, il cielo di sopra
e la strada sotto di me.



Robert Louis Stevenson nacque a Edimburgo nel 1850 e crebbe in un ambiente piuttosto agiato. Iniziò a frequentare il corso di ingegneria a Edimburgo per seguire le orme del padre, ma a causa delle sue precarie condizioni di salute, abbandonò presto la facoltà e per assecondare il volere dei genitori si laureò in legge nel 1875, pur non esercitando mai la professione di avvocato.
Nel 1876 si innamorò di Fanny Vandegrift Osbourne, che sposò in America nel 1880. Poi la coppia si trasferì in Scozia, dove Stevenson raggiunse una certa notorietà come scrittore e di conseguenza un discreto benessere economico. La tubercolosi continuò però a perseguitarlo, costringendolo a frequenti viaggi alla ricerca di un clima più favorevole.
Si trasferì quindi nel Sud della Francia, poi partì per una lunga crociera sul Pacifico e infine si stabilì definitivamente a Upolu, nelle isole Samoa, dove morì nel 1894, circondato dall'amore degli indigeni, che lo chiamarono "Colui che racconta storie".

Questa poesia, che fa parte di una raccolta pubblicata postuma, andrebbe cantata su un'aria di Schubert, che non sono però riuscito a trovare.

Gilgamesh

Inviato da gilgamesh alle 11:56 | commenti (4)
Commenti
#1   29 Luglio 2004 - 11:23
 
viaggio
e sogno
probabilmente non c'era autore più adatto
Un buon posto per morire, le Samoa.
E anche per viverci
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Effe

#2   29 Luglio 2004 - 14:12
 
time********
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente huncke

#3   29 Luglio 2004 - 21:32
 
da grande estimatore di uno dei più grandi romanzieri mai vissuti, ho studiato parecchio la sua biografia.. incredibile è che, a parte i primi 15 capitoli, scritti in Scozia, il suo libro più famoso, "l'isola del tesoro" è stato finito, rivisto e corretto in Svizzera, tra le montagne!!.. magìe da sognatori..
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente spad

#4   30 Luglio 2004 - 09:37
 
Mi ha ricordato "dammi solo un'autostrada, non importa dove vada" del fratello De Gregori meno famoso (di cui mi sfugge il nome, e quando mi verrà in mente mi morderò la lingua). Buongiorno Gilgamesh.
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