Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
mercoledì, maggio 07, 2008
Da domani, Current
Approfitto del fatto che sarò già a Roma dalla prima mattinata per un convegno organizzato da Visiant Security nel corso del quale saranno presentate le ultime novità in fatto di crittografia a chiave pubblica e le nuove tecnologie per la protezione dell'identità digitale di RSA, uno dei leader del settore.
Il convegno inizia alle 9 e finisce alle 13, giusto in tempo per prendere la metropolitana e portarmi da zona Piramide a zona Termini per essere alle 13:30 alla registrazione dell'incontro presso il teatro Ambra Iovinelli; il che significa che salterò il buffet offerto da Visiant alla fine del convegno, ma tant'è, nella vita non esistono i pasti gratis e questa ne è la riprova :)
Oltre che per l'evento in sé, indubbiamente interessante (la versione italiana di Current TV, che sarà in onda da domani sul canale 130 di Sky, è la prima "estensione" non anglofona di questo canale via cavo e satellitare, che ha avuto molto successo negli Stati Uniti e in altri paesi grazie all'innovativa formula dei "pod", ovvero brevi video creati e montati direttamente dalla comunità e acquistati e mandati in onda previa selezione dall'emittente, una sorta di via di mezzo tra "Real TV" e YouTube - e spero gli addetti ai lavori mi perdoneranno l'eccesso di semplificazione a fini divulgativi) sarà l'occasione per rivedere o incontrare per la prima volta molte persone che leggo e che stimo, come Antonio Sofi, Gianluca Neri, Mafe de Baggis, Diego Bianchi, Luca Sofri, Robin Good, Alessio Jacona e Vittorio Pasteris, per citare solo quelli già incontrati in precedenza e confermati; tra i non confermati mi farebbe molto piacere che invece ci fossero Ludovico Magnocavallo, Paolo Attivissimo, Stefano Quintarelli e Andrea Beggi che non ho invece mai incontrato nel meatspace - ma anche Giuseppe Granieri e Marco Palombi, già incontrati in diverse occasioni, e Sua Eccellenza Massimo Mantellini, giusto per vedere se anche di persona somiglia in maniera così impressionante a mio zio Sergio come in foto.
Spero ci sarà il tempo, dopo l'incontro, per scambiare due chiacchiere tra di noi, anche se non si tratta di un BarCamp e forse proprio per questo. Al limite si potrebbe organizzare un aperitivo estemporaneo dopo l'incontro, vediamo chi va e chi rimane.
A seguire, la fredda cronaca :)
Gilgamesh
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mercoledì, marzo 05, 2008
Convergence Culture
Giusto per segnalare questo libro, che ho appena finito di leggere.
Se volete saperne di più, potete leggere la prefazione scritta da Wu Ming, insieme alla quale trovate anche un'intervista in due parti a Henry Jenkins, oppure dare un'occhiata al blog dell'autore (in inglese).Credo sia effettivamente uno dei saggi più importanti degli ultimi anni, contiene riflessioni molto interessanti sulla natura della comunicazione e credo anche che chiunque si occupi di nuovi media o semplicemente abbia un blog dovrebbe leggerlo.
Se poi vi fidate del consiglio e volete acquistarlo subito, basta andare in libreria o clickare sull'immagine della copertina qua accanto per acquistarlo direttamente online.
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mercoledì, febbraio 06, 2008
La Favola Rotonda
Questa è la copertina definitiva del libro, nato dall'iniziativa di Piublog "Raccontami una storia".Qui trovate gli autori e i titoli dei racconti scelti da Sinnos che saranno pubblicati sul libro in uscita a Marzo, i cui ricavi saranno devoluti alla Ricerca per la Lotta al Neuroblastoma.
Tra i quali autori compaio anche io, con una favola ispirata ad una storia dei nativi nordamericani (variamente conosciuti anche come "pellerossa" e/o "indiani") che ho rielaborato nella forma ed adattato al contesto e che originariamente appartiene alla tradizione irochese e algonchina.
Era possibile inviare più di un racconto per autore, ne sono stati inviati complessivamente una settantina.
Se anche voi lo pensate, diffondete la notizia :)
Approfitto, avendo ricevuto il testimone da Leira, per onorare il meme '5 blogs that make me think' lanciato (quasi un anno fa!) da The thinking blog di Ilker Yoldas.
Normalmente non partecipo a meme, contest e catene, ma per questo faccio una doverosa eccezione.
1. What's New di Terry Tao.
2. YAUB di Adrix.
3. Il sentiero giusto di Spiritum.
4. Orientalia4all di Boh.
5. Maestrini per caso di Mafe e Vanz.
Ah, quasi dimenticavo, c'è pure il logo, eccolo:

Gilgamesh
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lunedì, gennaio 28, 2008
Quem morre?
Che fosse apocrifa l'avevo già scritto anni fa, come Lia ricorda, riportando il testo spagnolo che girava da tempo in rete e la mia traduzione sotto l'autentica "Ode alla vita" di Neruda, titolo col quale questo testo circolava, per consentire un confronto.
Quem morre?
Morre lentamente
quem se transforma em escravo do hábito,
repetindo todos os dias os mesmos trajectos, quem não muda de marca
Não se arrisca a vestir uma nova cor ou não conversa com quem não conhece.
Morre lentamente
quem faz da televisão o seu guru.
Morre lentamente
quem evita uma paixão,
quem prefere o negro sobre o branco
e os pontos sobre os "is" em detrimento de um redemoinho de emoções,
justamente as que resgatam o brilho dos olhos,
sorrisos dos bocejos,
corações aos tropeços e sentimentos.
Morre lentamente
quem não vira a mesa quando está infeliz com o seu trabalho,
quem não arrisca o certo pelo incerto para ir atrás de um sonho,
quem não se permite pelo menos uma vez na vida,
fugir dos conselhos sensatos.
Morre lentamente
quem não viaja,
quem não lê,
quem não ouve música,
quem não encontra graça em si mesmo.
Morre lentamente
quem destrói o seu amor-próprio,
quem não se deixa ajudar.
Morre lentamente,
quem passa os dias queixando-se da sua má sorte
ou da chuva incessante.
Morre lentamente,
quem abandona um projecto antes de iniciá-lo,
não pergunta sobre um assunto que desconhece
ou não responde quando lhe indagam sobre algo que sabe.
Evitemos a morte em doses suaves,
recordando sempre que estar vivo exige um esforço muito maior
que o simples fato de respirar.
Somente a perseverança fará com que conquistemos
um estágio esplêndido de felicidade.
Chi Muore?
Muore lentamente
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo tutti i giorni gli stessi tragitti, chi non cambia di marca,
chi non arrischia a vestire un nuovo colore o non parla con gli sconosciuti.
Muore lentamente
chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
che fanno battere il cuore davanti a errori e sentimenti.
Muore lentamente
chi non capovolge il tavolo quando è infelice sul lavoro,
chi non rischia il certo per l'incerto per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire i consigli sensati.
Muore lentamente
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in sè stesso.
Muore lentamente
chi distrugge il suo amor proprio,
chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Muore lentamente
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande su un argomento che non conosce,
o non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo molto più grande del semplice fatto di respirare.
Soltanto la perseveranza ci porterà a conquistare
uno stato splendido di felicità.
Concordo inoltre con EmmeX1, che segnala in un suo post il fatto che l'ultimo verso della poesia di Martha Medeiros (qui volendo trovate i testi di altre sue poesie) che Mastella non ha letto, è il più significativo.
Gilgamesh
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mercoledì, dicembre 05, 2007
Come eravamo
Effe e Blulu hanno messo su un semi-instant-one-shot-blog per ricordare il BlogRodeo Live di tre anni fa in quel di Rozzano.
Quello che segue è stato il mio contributo:
Ci fece strada Zu, e Mafe con Vanz ci seguivano in una terza automobile; lungo la strada impossibile non notare i cartelli messi da Rillo, che indicavano il percorso fino allo spazio Aurora. Tra l'altro, incredibilmente, degli altri cartelli indicavano un "vero" Rodeo western in quegli stessi giorni, con cavalli e tori, sempre da quelle parti. Non esistono coincidenze, ma solo la sincronicità degli eventi: quello fu un esempio lampante.
Mistràl ed io eravamo insieme da meno di un anno, però già abbastanza inseparabili: credo di aver trascorso abbracciato a lei almeno di metà della serata. All'arrivo c'erano già un po' di persone, in particolare Alessio che trafficava con l'impianto audio, una certa Elena, il Rillo, Sir Squonk e qualcuno dello spazio Aurora medesimo.
Poco dopo arrivavano alla spicciolata Strelnik, Monia e Arsenio Bravuomo, il Confuso con Jorma e Pulsatilla e un altro po' di bella gente.
A seguire, sono più che altro flash, momenti di quella serata memorabile: mentre Zu e i Black Sound Machine (il suo gruppo di allora) provavano gli strumenti, mi si avvicina Squonk (che già avevamo incontrato insieme al Confuso, a Pros e parecchi altri alla BlogFest del Neri sei mesi prima) con un personaggio di elevata statura che, non avendo compreso il nome durante la presentazione - come sempre avviene durante le presentazioni - si allontana subito dopo un sobrio cenno del capo, lasciando il Sir abbastanza stupito. Veloce conciliabolo, rapido dietro front e mi trovo un gentiluomo sabaudo che addirittura si prostra chiedendo venia per il veloce commiato di poc'anzi, mentre un Lord Marquant appena sopraggiunto a sua volta si prosterna ai piedi di Herr Effe (di lui si trattava) e fa atto di adorazione.
Inizia lo spettacolo, nel frattempo è arrivato Tommaso Labranca e ha preso in mano le redini della situazione. Memorabile la presentazione delle squadre, con i "Quattro post in padella" capitanati dal Confuso (dovevano essere "I Tre Cuochi" come quelli dello zafferano omonimo, ma nel frattempo s'è aggiunta Pulsatilla e son diventati quattro), I "Post Datati" dei quali oltre Effe e Gonio fanno parte anche Squonk e Sphera, I "Negroni" composti da Strel', Arsenio, Arkangel e Livefast. Un ulteriore squadra, "I trismegisti" viene composta lì per lì da Bibo, Ethico e Copiascolla.
Lo svolgimento è analogo al BlogRodeo Online, viene dato uno spunto iniziale, una frase che fa da "tema" e deve servire per lo sviluppo di un breve testo, sul quale poi si procede a votazione con applausometro. La prima frase mi pare che fosse qualcosa tipo "se non sai cosa dire, evita".
Labranca richiede come assistente una vergine, e si fa avanti LaPizia, poi ci coinvolge nell'intermezzo con coro, con tanto di cartelli col testo di "Dragostea din tei" (ovvero, "Amore dal tiglio", canzone pop romena - plagiata, tra l'altro, a quanto mi raccontava un'amica transilvana - lanciata in quei mesi sulla scena europea da un furbo remix). Poco dopo mette in palio numerosi oggetti, ricavati penso dalla sua soffitta, compresa una magnifica forchettona in legno africana a forma di giraffa che ancora conserviamo, svariati libri e una bottiglia di Vermouth "Branchetti" del 1974, aggiudicata al Bravuomo.
Poco dopo ci si avvicina il compañero Strelnik, già vittima di numerosi Negroni sbagliati, e quando gli raccontiamo della vincita del suo sodale Fabio gli si accende come una luce selvaggia negli occhi e ci chiede "dov'è?". Li rivedremo più tardi, Arsenio e Strel', senza più la bottiglia, che s'abbracciano piangendo, raccontandosi di quanto si vogliono bene.
Ricordo che nel resto della serata ho conosciuto Auro, che ancora non scriveva su Wikipedia e il cui blog ancora si chiamava "tentatividifuga", Titti che ancora aveva "stellefilanti" e avrebbe poi aperto un bellissimo photoblog, BlackCat che ancora non s'era accasata con l'ing. TonyMaestri ma l'avrebbe fatto di lì a poco, e appunto Eloisa Di Rocco detta LaPizia, con la quale avevo avuto una sorta di breve diatriba nei commenti del blog di GalassiaGutenberg pochi mesi prima, che mi fece notare come avesse fatto lei il primo passo; poche ore prima, a casa di Zu, avevo ascoltato una canzone da lei composta ed eseguita, solo chitarra e voce, una ninnananna molto dolce e struggente, che avevo trovato bellissima, e non ebbi modo di dirglielo.
Poi inizia il concerto dei BSM, era la seconda volta che li ascoltavamo dal vivo e non sarebbe stata l'ultima, riceviamo, come da richiesta, la dedica di "I feel good".
Poi lampi e sprazzi, sorrisi e battute, un sacco di risate e di chiacchiere.
Sul finire della serata, mentre i musicisti smontavano gli strumenti e noi si scambiava due parole con Sphera, l'ultima scena degna di nota fu Effe, che dopo aver salutato tornò indietro due volte a chiedere conferma delle indicazioni. Niente, proprio non riusciva a uscire da quella maledetta rotonda in direzione Torino, a quanto pare. La terza volta che lo vedemmo tornare, avrei tanto voluto avere una videocamera per registrare la scenetta.
È curioso ricordare adesso quella serata, non è stato il primo Blog-raduno e non è stato l'ultimo, ma in qualche modo è stato uno spartiacque, come evento. C'è un prima e un dopo. Credo difficilmente si possa ripetere un'esperienza come quella, in quest'anno di BarCamp, altrettanto belli e piacevoli, ma senza quello strano, indefinibile sentimento che dà il dare per la prima volta un volto e una voce a persone che sono state per mesi "solo" scritte su un video.
Gilgamesh
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