Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
giovedì, ottobre 25, 2007
Silenzi e grida
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venerdì, ottobre 12, 2007
Courier Blogospherique
Credo che l’articolo sulla blogosfera nel magazine del Corriere di ieri, e le reazioni all’articolo, rivelino semplicemente in tutti noi un eccessivo senso di importanza personale.
La blogosfera, non solo italiana, oggi ha ben poco di corale: non assomiglia - salvo rare eccezioni - a un collettivo, ma è una somma di individualità; tutti pensiamo di avere qualcosa da dire (o non avremmo aperto un blog) e fin qui tutto bene.
Il problema nasce quando ci si convince di poter e dover esprimere la propria opinione su qualunque argomento, e che farlo significhi fare in modo che il proprio punto di vista debba avere più visibilità e autorevolezza degli altri (far emergere la propria individualità dalla “massa”).
La ricerca di attenzione, il motore che spinge a “pubblicare”, ovvero rendere pubblico il proprio pensiero, è qualcosa di molto umano e comprensibile, quando non è spinto all’eccesso.
A me è venuto da sorridere (per opposti motivi) sia leggendo il post di Boh su Orientalia4all (pre-lettura articolo) che quello di gattostanco (post-lettura) mentre questo di Federico induce soprattutto a riflettere sui diversi punti di vista, su come esistanto tante “blogosfere” che solo in parte si intersecano.
There's so many different worlds
So many differents suns
And we have just one world
But we live in different ones
Gilgamesh
N.B. Questo testo nasce originariamente come commento al post di Kurai citato poco sopra, al quale sono arrivato dal link di Ludo.
apdèit: Per chi non avesse letto l'articolo, Napolux ne ha fatto una scansione in PDF che potete scaricare qui.
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giovedì, settembre 13, 2007
IQ Test
Comunque

In passato (7 anni fa) provandone uno un po' più articolato trovato tramite AskJeeves di Eg Duvedijak avevo conseguito addirittura un 164, con l'avviso che se l'inglese non era la mia madrelingua il risultato (in quel caso si teneva conto anche del tempo impiegato per la risoluzione) poteva essere anche un po' al di sotto del quoziente effettivo.
Ciònonostante, non ho mai avuto alcuna intenzione di iscrivermi al Mensa di Sir Clive Sinclair (si, quello dello ZX Spectrum), né - per quanto annotato sopra - dò francamente gran peso alla cosa.
Gilgamesh
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martedì, settembre 11, 2007
Quel giorno, un paio d'ore fa
Ricordo perfettamente dov'ero e che facevo, ma piuttosto che riportare ricordi personali di quel giorno, peraltro non troppo dissimili da tanti già letti (il migliore, nei commenti del post di Simone stesso - purtroppo anonimo - recita: [Io ero in aereo, seduto di fianco a questo amico, ero completamente rincoglionito dalle anfetamine ma mi ricordo che quando abbiamo saputo del primo schianto mi son voltato verso di lui e gli ho detto “ma quanto cazzo voli basso, abdullah?”]) e quindi preferisco provare a riflettere su un what-if, che personalmente ritengo più interessante.
Se il 9/11 non ci fosse stato, come sarebbe oggi il mondo?
Alcuni spunti:
- Probabilmente George W. Bush non sarebbe stato rieletto.
- Non ci sarebbero state né l'invasione dell'Afghanistan né quella dell'Iraq.
- Al Qaeda e il movimendo jihadista sarebbero meno forti e diffusi.
- In conseguenza del punto precedente, forse non si sarebbero verificati gli attentati di Madrid e Londra.
- L'undici settembre sarebbe comunque considerata una data infausta, ma solo per via dell'anniversario del golpe in Chile, dei massacri di Sabra e Shatila e del compleanno di Marcello dell'Utri.
Gilgamesh
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lunedì, settembre 10, 2007
Il supplizio del palo
Scriveva Talleyrand, che di queste cose se ne intendeva, che recapitando anonimamente la mattina presto un biglietto anonimo con su scritto “Fuggi, tutto è scoperto” a ogni deputato, la successiva seduta parlamentare sarebbe andata deserta o quasi.
il V-Day di Beppe Grillo è il sintomo di un malessere diffuso, e comunque molte delle cose che mette in evidenza sono fatti e non opinioni.
Il parlamento (mi si perdoni la minuscola, ma è del tutto voluta) che è venuto fuori da questa legge elettorale definita “porcata” dal suo stesso estensore è uno dei peggiori nella storia della Repubblica: paradossalmente, uno dei “mostri” additati in periodo pre-elettorale, Vladimiro Guadagno in arte Vladimir Luxuria, è tra le persone più propositive, equilibrate ed intelligenti presenti in aula, e spicca tra mediocri funzionari di partito il cui unico merito è stato appunto quello di sapersi fare strada all’interno del proprio partito.
C’è uno scostamento tra il paese reale e il potere legislativo che potrebbe sfociare in qualcosa di peggio che in qualche manifestazione di piazza: i partiti non rappresentano più i cittadini, non ci si può sentire rappresentati da persone che scelgono la politica solo per fare carriera, siamo arrivati al punto che le persone per bene, quelle che potrebbero amministrare degnamente questo paese stanno alla larga dalla politica attiva, perché la situazione ambientale è tale da impedire l’accesso a chi non sia disposto a legarsi a una segreteria di partito, a scendere a patti fin da subito, a fare compromessi inaccettabili per qualunque persona dotata di senso morale.
E comunque, la proposta di legge di iniziativa popolare è interessante: non credo riuscirà mai a seguire l’iter, ma può servire a dare una buona scossa, che è quello che serve. Le leggi ci sono già tutte, ce ne sono anche troppe, ma molte non vengono applicate: è o non è paradossale che un pregiudicato non possa fare l’usciere alla regione o il vigile urbano ma il parlamentare si?
Basta ricordarsi cosa è successo col caso Previti: prima che una questione etica, è essenzialemte una questione morale, mai risolta.
E sapete qual’è la differenza tra una persona etica ed una persona morale, vero? Volendo rispondere con una semplificazione (penso b.georg avrebbe da ridire, ma tant’è) una persona etica sa che non è bene sedurre le mogli altrui, una persona morale semplicemente non lo fa.
Gilgamesh
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Io questo libro l’ho letto. E l’ho molto apprezzato.
Non è un libro facile, non è nemmeno “un pugno nello stomaco” (metafora che trovo francamente abusata).
È un bel libro, un libro che fa riflettere. Una sorta di mockumentary, se vogliamo: perché è finzione ma parla di cose vere, di avvenimenti vissuti e che hanno lasciato il segno, da un punto di vista non convenzionale; contiene il richiamo ad una messa in scena di Amleto che è quasi una rilettura del classico, che da sola vale la lettura e che Seia s’è persa
non essendo arrivata a metàessendo arrivata poco oltre la metà.Le recensioni del quasiromanzo invece non le ho lette (a parte questa parodia). E neppure le stroncature. Ma, sinceramente, c’è qualcuno di voi che decide cosa leggere in base alle recensioni (favorevoli o meno) trovate sulla stampa o altrove?
Magari qualche volta la segnalazione può incuriosire, ma per quanto mi riguarda niente di più.
Detto questo, il libro può piacere o meno, dipende da tante cose: in vita mia ci sono solo un paio di libri che ho iniziato senza riuscire a finirli, e uno è “L’isola del giorno dopo” di Umberto Eco, del quale pure ho gradito gli altri romanzi e la quasi totalità dei saggi.
Nel caso di Babsi, forse sono influenzato dal fatto di conoscere personalmente l’autrice, sia online per lunga frequentazione che per averla incontrata nel meatspace. È una bella persona e una donna in gamba, forse solo troppo sensibile.
E qualunque cosa si possa dirne, non è mai banale o scontata, ed è capace di colpire e interessare con quello che scrive e per come lo scrive. Che non è poco.
Buon proseguimento e grazie per l’attenzione.
Gilgamesh