Gilgamesh - Sha Nagba Imuru
sabato, ottobre 06, 2007
La vita, l'Universo e tutto quanto
Su parecchie cose, ma in particolare sulla natura del tempo e della percezione che abbiamo del suo "scorrere".
Molto interessante, ad esempio, un commento di Keplero da eio, da quest'ultimo poi riportato su Phonkmeister, circa l'aver iniziato un viaggio verso il futuro con una cronomacchina molto lenta, in grado di andare in una sola direzione - verso il futuro, quattro giorni prima, il 30 settembre, ed essere appena arrivato a destinazione, il 4 ottobre.
Chi crede alla teoria del Big Bang e alle sue implicazioni (un buon numero di persone, paradossalmente la percentuale cala solo tra gli astrofisici e chi si occupa di cosmologia e fisica teorica) dà per scontato (o almeno dovrebbe, se crede quel che crede a ragion veduta e non solo per sentito dire) che nel tanto discusso istante zero, quando si suppone che la materia ancora non esistesse e la totalità dell'energia esistente fosse concentrata in un non-spazio puntiforme, la freccia termodinamica del tempo - quella che punta dal "passato" verso il "futuro" - fu determinata stocasticamente per la prima (e ultima) volta.
Questo implica, tra le altre cose, che il tempo non "scorre" come un fiume che trasporta nel suo fluire tutte le cose, ma che è proprio la non-reversibilità di alcuni eventi che nel tempo hanno luogo a far sì che si possa determinarne una "direzione".
Potrà parere strano a un profano, ma nessune delle equazioni fondamentali della fisica postula una direzione preferenziale per il tempo, tanto da rimanere valide qualunque sia la "direzione" considerata.
Con una notevole eccezione, che è il secondo principio della termodinamica, che stabilisce che con l'andar del tempo l'entropia (ovvero il grado di "disordine") di un qualunque sistema tende ad aumentare irreversibilmente (ovvero, se per l'intervento di una forza esterna, ad esempio un organismo biologico, l'entropia locale diminuisce quella globale sarà comunque aumentata) il che prendendo come modello l'Universo "generato" dal Big Bang porta come estrema conseguenza logica la morte energetica dell'Universo stesso, in un remoto futuro.
Sto cercando di semplificare al massimo concetti abbastanza complessi, il che porta inevitabilmente a delle approssimazioni, ma la rappresentazione è abbastanza accurata, il meglio che io riesca a fare in un contesto descrittivo senza far ricorso alla matematica, quindi posso solo chiedervi di fidarvi per quanto riguarda le affermazioni successive, anche se vi sembreranno strane e lontane dal senso comune.
Per esempio, il fatto che tutta le molecole d'ossigeno contenute nell'aria che in questo momento state respirando possano spontaneamente concentrarsi in un angolo della stanza in cui vi trovate facendovi morire per anossìa non è considerato impossibile ma solo altamente improbabile, da un punto di vista fisico.
L'energia stessa, descritta variamentte e in maniera anche abbastanza caotica e incoerente nella fisica classica (basti pensare alle varie unità di misura energetica impiegate e tutt'ora in uso, come la Caloria, ideata quando si pensava che il calore fosse una forma di energia diversa e distinta da quella cinetica), energia che è alla base del modello cosmogonico e cosmologico noto come Grande Esplosione, non è altro che un concetto autoreferenziale: è quel quid che fa sì che gli eventi accadano nel tempo, una proprietà fondamentale della materia, essa stessa descritta come "energia condensata"; se chiedete a un qualunque scienziato cosa sia in realtà l'energia che si postula fosse presente in questo famoso "istante iniziale" (la stessa che esiste tutt'oggi in tutto l'Universo) e da dove abbia avuto origine non potrà che rispondervi con un poco scientifico "non si sa".
È pur vero che nella Scienza è importante sapersi porre le giuste domande, più che ipotizzare le risposte, ma bisogna onestamente ammettere che il modello cosmogonico che va per la maggiore è probabilmente condizionato dal nostro modo di vedere l'Universo come una sorta di organismo e costituisce, in fin dei conti, un antropomorfismo.
Da un punto di vista ideale, ipotizzare un Multiverso che non abbia avuto un'origine e che non avrà mai fine, realmente infinito in tutti i sensi, è parecchio più complicato e lontano dal nostro modo di considerare le cose. Molti scienziati che hanno esposto teorie alternative al Big Bang, come l'universo stazionario di Fred Hoyle (che ipotizzava una sorta di "creazione continua" e minimale) sono stati talvolta irrisi e spesso isolati dalla comunità scientifica internazionale.
Eppure le ultime scoperte sulla natura ultima della materia, e perfino la reinterpretazione di esperimenti che si supponeva rafforzassero l'ipotesi del Grande Botto (come quello di D.L. Burke e altri, descritto nell'articolo "Positron Production in Multiphoton Light-by-Light Scattering" pubblicato nel numero di settembre 1997 della Physical Review Letters) suggeriscono che questa teoria potrebbe essere in futuro abbandonata.
Gilgamesh
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